Cos'è l'Agenda21
Dopo la Conferenza ONU su Ambiente e Sviluppo tenutasi a Rio de Janeiro nel 1992, 178 governi di tutto il mondo, tra cui l'Italia, hanno adottato l'Agenda 21, un documento d’intenti per la promozione di un processo 'di sviluppo sostenibile’, che tenendo conto degli aspetti sociali, ambientali ed economici può cogliere anticipatamente eventuali elementi d’incompatibilità esistenti tra le attività socio-economiche e le politiche di protezione e tutela dell'ambiente.
Il nome di questo documento significa letteralmente Le cose da fare (Agenda) nel ventunesimo secolo stabilendo:
Criteri ai quali devono attenersi le politiche dello sviluppo a livello globale, nazionale e locale;
Obiettivi di carattere generale da perseguire entro prestabiliti limiti di tempo.
L'Agenda 21 contiene proposte dettagliate per quanto riguarda le aree economiche, sociali e soprattutto ambientali: lotta alla povertà, cambiamento dei modelli di produzione e consumo, dinamiche demografiche, conservazione e gestione delle risorse naturali, protezione dell'atmosfera, degli oceani e della la prevenzione della deforestazione, promozione di un’agricoltura sostenibile.
L'Agenda 21 é un insieme di principi, strategie, obiettivi e azioni finalizzati alla costruzione di un modello di sviluppo sostenibile e durevole per il XXI secolo, attraverso un utilizzo equilibrato delle risorse naturali, umane ed economiche.
Il concetto di Sviluppo Sostenibile ebbe una prima importante legittimazione ufficiale e istituzionale internazionale dalla World Commission on Environment and Development nel 1987, durante la Conferenza delle Nazioni Unite per l'ambiente e lo sviluppo (UNCED), che lo definì come quel modello di sviluppo socio-economico capace di "rispondere alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie" – come recita l’ormai famosa definizione contenuta nel rapporto della Commissione, meglio noto come Rapporto Bruntland, dal nome della sua presidente, ed ex Primo Ministro norvegese, la signora Gro Harlem Bruntland.
Sviluppo sostenibile inteso come:
• massimo ammontare che una comunità può consumare in un certo periodo e rimanere, tuttavia, lontana dall'esaurimento delle risorse come all'inizio;
• sviluppo che risponde alle necessità del presente, senza compromettere la capacità delle generazioni future di soddisfare le proprie esigenze;
• miglioramento della qualità della vita, senza eccedere la capacità di carico degli ecosistemi alla base;
• sviluppo che offre servizi ambientali, sociali ed economici di base a tutti i membri di una comunità, senza minacciare l'operabilità dei sistemi naturale, edificato e sociale da cui dipende la fornitura di tali servizi.
Il capitolo 28 della Agenda 21 invita le autorità locali a giocare un ruolo chiave nell'educare, mobilitare e rispondere al pubblico per la promozione di uno sviluppo sostenibile. Le autorità debbono intraprendere dal 1996, un processo consultivo con le loro popolazioni cercando il consenso su un' Agenda 21 locale. Attraverso la consultazione e la costruzione di consenso, le autorità locali possono imparare dalla comunità locale e dalle imprese e possono acquisire le informazioni necessarie per la formulazione delle nuove strategie. I programmi, le politiche ed i piani assunti dall’amministrazione locale potrebbero essere valutati e modificati sulla base dei nuovi piani locali così adottati.
I comuni che hanno promosso il progetto sono Castelnuovo di Porto e Riano, due comuni limitrofi che hanno in comune aspetti morfologici e tematiche di sviluppo. A tal proposito hanno sottoscritto l’accordo programmatico che li vede come soggetto proponente del presente progetto.
Il comune di Castelnuovo di Porto si propone come capofila del progetto Agenda 21 locale avendo già da tempo attuato politiche di Community Empowerment rivolte alla partecipazione democratica, come la simulazione guidata della Seduta Comunale attraverso la partecipazione diretta degli studenti.
Il progetto della Carta d’Identità Elettronica(CIE) e il Portale della Community che il Comune di Castelnuovo di Porto sta sperimentando, rappresentano la volontà di fornire servizi, strumenti e spazi condivisibili di lavoro aperti ai cittadini e alle realtà locali.
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